1 Gennaio - La Circoncisione di Gesù
Il primo sangue dell’Alleanza
Otto giorni dopo la nascita, il Bambino di Betlemme viene portato per essere circonciso. È un gesto semplice, prescritto dalla Legge, compiuto nel silenzio e nell’umiltà. Eppure, agli occhi della fede, esso racchiude un mistero immenso: è il primo atto pubblico di obbedienza del Figlio di Dio fatto uomo.
La Circoncisione è il segno dell’Alleanza antica, il marchio dell’appartenenza al popolo eletto. Il Verbo eterno, che non ha bisogno di legge, si sottomette alla Legge. Colui che è il Santo di Dio accetta un rito di purificazione. Non perché ne abbia bisogno, ma perché vuole prendere su di sé la nostra condizione fino in fondo. Qui inizia, in modo concreto e visibile, la sua kenosi, il suo abbassamento.
In questo gesto viene versato per la prima volta il sangue del Redentore. È un sangue silenzioso, nascosto, che non suscita scandalo né clamore, ma che già annuncia il sacrificio futuro. La liturgia vede in questa ferita iniziale il preludio della Croce: il Bambino che oggi sanguina obbedendo, domani offrirà se stesso liberamente per la salvezza del mondo.
È proprio in questo contesto che gli viene imposto il nome di Gesù. Non prima, non a caso. Il nome che significa Dio salva è pronunciato mentre il Figlio entra realmente nell’Alleanza degli uomini, accettandone il segno doloroso. La salvezza non è un’idea astratta: passa attraverso la carne, attraverso l’obbedienza, attraverso il sangue.
L’Alleluia proclama che Dio, dopo aver parlato per mezzo dei profeti, ora parla per mezzo del Figlio. Ma oggi comprendiamo che Dio non parla solo con parole: parla con i gesti, parla con il corpo del Figlio, parla con il suo sangue. La Circoncisione è già una parola pronunciata da Dio all’umanità: una parola di fedeltà, di solidarietà, di amore che non si ritrae davanti alla sofferenza.
Per noi, questo mistero è anche una chiamata. La Circoncisione di Cristo domanda la nostra circoncisione interiore. San Paolo dirà che la vera circoncisione è quella del cuore. Accogliere Gesù significa lasciarci segnare da Lui, permettere che Egli recida ciò che ci separa da Dio: l’orgoglio, il peccato, l’autosufficienza.
All’inizio dell’anno liturgico civile, la Chiesa ci pone davanti questo segno discreto ma radicale. Non un trionfo, ma un taglio. Non una gloria apparente, ma un’obbedienza silenziosa. Così Dio salva il mondo: entrando nella Legge per portarla a compimento, accettando il dolore per trasformarlo in redenzione.
Contempliamo dunque il Bambino circonciso. In quel piccolo sangue versato è già contenuto il dono totale di sé. E impariamo da Lui che non c’è salvezza senza obbedienza, né vera appartenenza a Dio senza il segno della Croce che inizia, umilmente, già qui.
©️ - Amicitia Liturgica

